Racconto della transumanza sul Voltigno: un viaggio tra natura, tradizione e memoria

Questa foto è di Francesco Colarossi

Domenica 1 giugno 2025, l'altopiano del Voltigno si è trasformato in un affascinante palcoscenico vivente, riportando in vita una delle pratiche più antiche e identitarie della cultura pastorale abruzzese: la transumanza dei cavalli. Un evento che ha saputo coniugare storia, natura e partecipazione, offrendo ai presenti un’immersione autentica nello spirito delle Terre Vestine.

Una tradizione, che affonda le radici in un passato millenario, si è snodata lungo gli antichi tratturi, le vie erbose e sterrate un tempo percorse dai pastori transumanti in cerca di pascoli più generosi. Dopo il ritrovo a Carpineto della Nora (PE), il gruppo di partecipanti si è spostato nella suggestiva località di Tricalle dove, prima di fare lo “sdijuno”, c’è stato uno dei momenti più suggestivi della giornata con la camminata fino alla croce posta in località Colle Madonna. Da qui si può scorgere una vista panoramica straordinaria. Il luogo, considerato uno dei più spettacolari balconi d’Abruzzo, offre  un punto di vista privilegiato da cui possibile ammirare oltre 100 chilometri di costa adriatica, in un unico sguardo che spazia tra montagna e mare, riassumendo visivamente tutta la ricchezza del territorio.

 

A seguito c’è stato il momento molto atteso dello “sdijuno” tipico della tradizione pastorale, fatto di prodotti semplici e genuini a partire dalla ricotta fresca, mozzarelle, formaggi stagionati al peperoncino e al tartufo, ma anche pane fritto, prosciutto, salame e lonza. Ad innaffiare il tutto per chi voleva, dell’ottimo vino abruzzese.

 

La mattinata è proseguita con l’avvio vero e proprio della transumanza, il raduno dei cavalli che hanno lasciato lo stazzo per raggiungere il pascolo estivo. Ha preso avvio così, in un clima di grande armonia e rispetto per il paesaggio circostante, il cammino condiviso con i cavalli, i mandriani e i transumanti. Il percorso di circa sei chilometri è stato intenso, la strada si è snodata tra bosco e vista spettacolare sulla costa abruzzese; una carreggiata, tranquilla e immersa nel verde, che ha permesso di camminare lentamente, lasciandosi cullare dal fruscio delle foglie e dal canto degli uccelli. In sottofondo il suono degli zoccoli dei cavalli che, mentre alternavano passo e trotto, hanno dato vita ad un ritmo naturale e coinvolgente, ad un’armonia tra il movimento degli animali e l’ambiente circostante che ha reso l’esperienza ancora più suggestiva e immersiva.

 

Arrivati al pascolo e lasciati liberi i cavalli, ci si è apprestati a vivere il momento conviviale del pranzo, con la dimostrazione della preparazione, direttamente sul fuoco, della tradizionale “pasta alla frissora”, un piatto antico e saporito che ha restituito ai presenti i sapori autentici della cucina autoctona. Un pasto semplice, ma ricco di sapore e significato, capace di raccontare una cultura intera attraverso gli ingredienti genuini e gesti lenti. Non sono mancati carne alla griglia e un ampio assortimento di dolci a concludere il pasto.

  

Nel pomeriggio, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di ascoltare la testimonianza intensa e profonda di Ottavio Di Nocco, uno degli ultimi pastori cavallari ancora attivi. Le sue parole, cariche di veridicità, hanno restituito un quadro vivido della durezza e della bellezza di un mestiere ormai raro, ma custode di un sapere antico e di un rapporto intimo con la natura.

 

L’iniziativa, che ha riscosso grande entusiasmo, rientra nei percorsi di valorizzazione del territorio promossi dal GAL Terre Pescaresi, attraverso progetti come Abruzzo Lento, Via del Sale, Voltigno Lands, Il Cammino delle Grandi Abbazie e MAGS. Esperienze che permettono di riscoprire l’Abruzzo nella sua dimensione più profonda: lenta, autentica e legata alla terra.

Personalmente, sono profondamente grata per aver avuto l’occasione di vivere questa esperienza a stretto contatto con la natura, la storia e la gente di questi luoghi. Mi complimento sinceramente con gli organizzatori (Morena, Antonio, Francesco e tutti coloro che hanno collaborato), che con passione, competenza e professionalità hanno saputo regalarci una giornata unica e indimenticabile, riuscendo a creare un clima leggero, divertente e di autentica condivisione.

Un’esperienza che consiglio caldamente a chiunque voglia riscoprire il significato più profondo del camminare, del vivere e del sentire l’Abruzzo.

Per vivere momenti come questo (e molte altri) è possibile consultare il sito www.wolftour.it o chiamare il numero 0858278444

Edda Migliori

Articolo precedente
Successo per Valeria Angelozzi e i suoi “Dialoghi semiseri sull’amore” a Pineto
Articolo successivo
Una vita di fede: successo per il libro dedicato al Maestro Lucio Salini
Cerca nel Sito
Contatti
Post Recenti
Menu