Amarene sciroppate al sole (di Pierino)

Più che una ricetta quella di oggi è una suggestione. E’ un ricordo legato all’infanzia e all’adolescenza e alla persone dalle quali ho visto realizzare le deliziose amarene sciroppate di cui vi parlerò.

Qualche giorno fa, complice un pomeriggio libero dal lavoro, abbiamo deciso di andarcene in campagna a raccogliere la frutta. L’assortimento era davvero straordinario: prugne gialle e rosse, nespole, ciliegie, amarene… Tutto bio senza trattamento alcuno. Ne abbiamo raccolta diversi chili e nonostante ne avessimo regalata parecchia ce ne restava molta. Per non farla rovinare ho deciso di fare delle confetture ma, soprattutto, ho voluto provare a fare per la prima volta le amarene sciroppate al sole.

Quando ero bambina le preparava mia nonna e da adolescente, invece, un nostro vicino di casa. Un uomo vecchio stampo, di quelli con il senso della parola data e del rispetto. Dopo i pasti, sia a pranzo che a cena, si metteva sull’uscio di casa e suonava il suo organetto. Ai piedi della sua scalinata, tra le tegole del tetto di una rimessa, incastrava ogni estate i barattoli con le sue amarene. Le lasciava lì per 40 giorni ed oltre e quelle serenate erano anche per loro. “La music abbillisc tutt cose e pur li amaren ve chiù bone”* diceva. Quando poi lo zucchero si era sciolto e le amarene erano pronte, non mancava mai di farcene assaggiare un barattolino. Una volta gli chiesi quali fossero le proporzioni.

“Fuss nu chil e nu chil, ma tu award lo zuccher chi s’arcoje” **.

In tanti anni non mi sono mai cimentata con la preparazione delle amarene ma questa volta era quella buona. In un barattolo ho messo una base di zucchero, poi un po’ di amarene, ancora zucchero, ancora amarene e così via fino a riempire i barattoli. Poi li ho poggiati su un mobile del terrazzo esposto a Sud ed è lì che resteranno per 40 giorni e oltre. L’unica accortezza girarli e capovolgerli una volta ogni due giorni.

Non so dirvi, adesso, se l’impresa mi riuscirà. La cosa importante è stata fare un tentativo nel ricordo di persone speciali che ho incontrato sul mio cammino.

*La musica rende tutto più bello e anche le amarene vengono più buone”

**Sarebbe un chilo e un chilo (uno di amarene e uno di zucchero)