Cummar a fiur

La festività di San Giovanni è da sempre sinonimo di ritualità e celebrazioni. Tante sono le tradizioni che si tramandano di generazione in generazione e vi ho parlato già diverse volte dell’Acqua di San Giovanni (per saperne di più clicca qui). Un’altra ritualità molto bella è quella relativa al comparatico. Il 24 giugno, infatti, le nostre nonne e i nostri nonni consacravano l’amicizia suggellando, attraverso il dono di un mazzolino di fiori e erbe aromatiche, un legame che diventava sacro e indissolubile, al pari di una parentela. La proposta di diventare “Cummar o Cumpar a fiur” avveniva a San Giovanni e il 29 Giugno, in occasioni della festa di San Pietro e Paolo, se la persona accettava, ricambiava donando a sua volta un mazzolino analogo. In quel momento si diventava Commari o Compari per la vita e ci si prometteva amicizia, supporto e ausilio.

Quando le mie nonne e mamme mi parlavano delle proprie “Commari a fiore”, mai avrei immaginato di averne un giorno anche io una. Da alcuni anni però ci pensavo e già dallo scorso con un’amica avevamo accarezzato l’idea di diventare Commari, ma la pandemia aveva reso le cose più complesse…

Oggi però finalmente ho preparato il mazzo di fiori con felci, alcuni fiori di campo, girasoli, rose, spighe di grano e piante aromatiche. Ho avvolto il mazzo con della carta da pacchi e decorato con spago e raffia. Con grandissima emozione ho donato alla mia amica Monia i fiori. Grata alla vita per aver messo sul mio cammino una così cara e bella persona per cui nutro stima e affetto e che sento così affine a me per valori, idee e approccio alla vita.